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Il Piccolo Cottolengo ed il suo Banco Benefico

Un banco benefico! Immediatamente alla mente si presenta l'immagine della modesta bancarella nelle fiere paesane dove il parroco stesso intrattiene visitatori spinti più che altro da radicate consuetudini e dalla atmosfera festaiola che rompe la noia quotidiana. Ma questa sorta di realtà "primigenia" nelle città da tempo ha assunto ormai aspetti ben più importanti, più vasti, più evoluti. Gli oggetti sono innumerevoli, bene esposti, settorizzati e non di rado anche assai preziosi. Peraltro in tali banchi benefici si coglie sempre qualcosa che non convince.....

Un banco benefico! Immediatamente alla mente si presenta l'immagine della modesta bancarella nelle fiere paesane dove il parroco stesso intrattiene visitatori spinti più che altro da radicate consuetudini e dalla atmosfera festaiola che rompe la noia quotidiana. Ma questa sorta di realtà "primigenia" nelle città da tempo ha assunto ormai aspetti ben più importanti, più vasti, più evoluti. Gli oggetti sono innumerevoli, bene esposti, settorizzati e non di rado anche assai preziosi. Peraltro in tali banchi benefici si coglie sempre qualcosa che non convince. La mia lunga esperienza di accanito frequentatore di "mercatini" prima e molto più tardi anche di tali esposizioni benefiche, ha finito per ravvisare una sostanziale uniformità di atmosfera tra queste e quelli.  Troppo spesso aleggia tra gli addetti di tali banchi uno spiccato e impersonale spirito commerciale, quasi una professionalità mercantile che rimuove e spinge in disparte ogni visibile o pensabile collegamento con la beneficenza che pure è la loro conclamata finalità. Naturalmente negli anni passati non ho mancato di includere anche Don Orione nel campo delle mie ricognizioni: anzi sono stato parte degli "assalitori della prima ora".  Da subito, anche nella frenesia di tali momenti, ho peraltro captato nel personale un tipo di approccio nuovo fatto di gentilezza, serenità, amicizia, gioiosa fraternità, completamente staccato da una qualsiasi rigida logica di bassa transazione commerciale tra venditore-cliente; tale approccio mi ha colpito al punto di indurmi alla fine, già nel secondo anno, a ritornare anche nei giorni successivi all'apertura, in situazione di maggiore calma. E quando ho scorto il tavolo dei lavori delle "bambine" e le ho viste sedute intorno, si è realizzata in me chiaramente la ragione di tutto: consapevolmente e costantemente, da parte di tutti, ogni attività collegata alla esposizione al Banco Benefico incentra il suo fulcro in loro, nelle nostre sorelle più sventurate e perciò più bisognose del nostro aiuto. Ho quindi compreso perfettamente anche il segreto di quella diversità colta nell'approccio dei volontari orionini: esso sta nella loro gratificazione per l'opera che compiono, gratificazione che garbatamente cercano di trasmettere ai visitatori per il completamento del paradigma della beneficenza: "Benefattore che generosamente offre, volontario che generosamente opera, visitatore che generosamente dona per un oggetto di quel benefattore, realizzando così l'intenzione benefica di questi: tutto al fine di aiutare chi ha bisogno". Il cerchio è chiuso e tutti ne restano gratificati. È facile comprendere come tutto ciò mi abbia attirato tanto che al primo invito rivoltomi mi sono ritrovato nella grande e gioiosa famiglia dei volontari, ben lieto di operare con loro. Ma parliamo ora del Banco. Non lo conoscete?! Venite insieme a me, facciamo un rapido giro. Subito lo sguardo è catturato da un vasto spazio occupato da mobili di ogni tipo, tirati a lucido, in parte sapientemente ambientati, che deliziano la vista e inducono a una minuziosa visita per cogliere stili, epoche, tipologia di essenze, compiere insomma un ripasso appagante di antiquariato. Facciamo alcuni passi e siamo avvolti da una atmosfera parigina. Lunghe sequenze di quadri dai soggetti più svariati ci portano a Montmartre, in una domenica di grande esposizione. Percorriamo ammirati la mostra e una nuova atmosfera ci coglie, tutta fiorentina: siamo davanti a un negozio di Ponte Vecchio con gioielli, cristalli, cose preziose che rischiano di tenerci inchiodati a lungo per potere esaminare tutto.  Ma il giro è lungo e non possiamo fermarci. Ci strappiamo a quella seduzione e poco oltre capitiamo nel regno della moda femminile. Tutto è presente per lusingare la vanità e accarezzare la grazia delle nostre compagne: dalle scarpe ai deliziosi cappellini in uno scenario di eleganza e colore. Poco oltre alziamo lo sguardo e siamo colpiti da una successione di lampadari di cristallo con pendagli sfavillanti ed eleganti fregi: sembra di percorrere una galleria di qualche palazzo patrizio e, mentre ci aspettiamo di incontrare qualche paggio in giustacuore e calzoni a sbuffo, all'improvviso ci troviamo in quella che pare una stazione ferroviaria. Ce lo attesta una serie di bauli ordinatamente accatastati in attesa di essere caricati su un treno che però sembra non voler mai arrivare. Cerchiamo di sincerarci della situazione e ci troviamo improvvisamente affacciati sul retro di una sana trattoria di altri tempi, precisamente sulla cucina. Cumuli di piatti, scodelle, pentole di ogni tipo, stoviglie varie, attrezzi diversi e per ogni occorrenza... ci fanno nascere l'intenzione di sostare per un leggero ristoro. L'attesa sembra lunga e per ingannare la noia permettiamo ai bambini di allontanarsi un poco. Apriti cielo! Nelle vicinanze si apre il mondo dei giocattoli con giochi, balocchi, trastulli e attrazioni di ogni tipo che sequestrano la loro attenzione e il loro interesse e fatichiamo non poco a recuperarli per proseguire il giro. Di fronte si stende il corridoio della moda maschile o, meglio, una estesa boutique che offre veramente di tutto con un assortimento completo, proprio da negozio. Più avanti l'attenzione è attratta da una serie di luccichii, di riflessi di luce e di colori: ci troviamo davanti il regno della bigiotteria che per eleganza e classe degli oggetti esposti ha poco da invidiare a quello dell'oreficeria.   Anche qui una sosta per ammirare è d'obbligo. Poco oltre l'appartato settore del collezionismo, meta di compassati e silenziosi appassionati, e degli amanti di libri particolari: arte, antiquariato, vecchie edizioni, cataloghi. Si tratta del salotto dell'intellighentia, molto frequentato in ogni momento da fedeli visitatori. Dall'altra parte entriamo nel corridoio della casa, di tutto ciò che è necessario al corredo di una famiglia. Innanzitutto pizzi e merletti, in parte antichi e di squisita fattura e poi coperte, trapunte, lenzuola e così via. Indi un vasto settore di oggettistica, soprammobili, vasi, piattini, dove a cose banali e comuni si alternano chicche particolarmente seducenti o introvabili e accanitamente ricercate.   Mentre anche noi stiamo facendo scorrere gli occhi interessati su quel mare di oggetti le nostre orecchie sono deliziate da gradite melodie. In fondo, infatti, è localizzato il "Punto musicale" dove dai vecchi e gloriosi "78" giri, ormai quasi da antiquariato (approfittatene ora, o appassionati, approfittatene!), si passa ai "45", "33" sino ai moderni CD con un repertorio veramente vasto e per tutte le preferenze. Videocassette e musicassette completano l'offerta...

Attiguo si apre l'antro della lettura, traboccante di libri di narrativa, intrattenimento letterario, storia, scienze, saggistica, lingue straniere, fumetti, ecc. a completamento del più aristocratico settore visitato prima

Insieme ai libri è spesso attivo anche un punto di incontro per il collezionismo filatelico che ha i suoi appassionati e fedeli cultori specie di giovane età...