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Due grandi protagonisti del Novecento

La magnifica Sala Napoleonica di Palazzo Greppi (Università degli Studi) di Milano era puntualmente gremita, sabato 18 aprile, alle 15.30, per la presentazione del libro "Paolo VI, amico di Don Orione", edito da Rubbettino (186 pagine). Dopo una breve introduzione musicale, sono intervenuti il curatore del volume, Don Flavio Peloso, superiore generale degli Orionini, il vescovo ausiliare di Milano Mons. Erminio De Scalzi, il professore dell'Università Cattolica Gabriele Archetti. Ha fatto gli onori di casa e guidato l'evento Don Gianni Giarolo, direttore del Piccolo Cottolengo Milanese.

Don Luigi Orione (1872-1940), “stratega della carità”, e Paolo VI (1897-1978), “grande Papa, coraggioso cristiano, instancabile apostolo”, sono stati due santi protagonisti tra i più rilevanti della scena ecclesiale del Novecento. Pur separati da 25 anni di età, si conobbero e si stimarono con reciproca confidenza. L’epiteto “amico di Don Orione”, che compare nel titolo, fu più volte attribuito da Montini a se stesso durante tutto l’arco della sua vita.

Il volume presenta tutti i testi – sia scritti che discorsi - di Montini / Paolo VI diretti a Don Orione (in parte inediti) e alla sua Piccola Opera della Divina Provvidenza. Sono testi di grande bellezza letteraria, ricchi di afflato spirituale, tra i più penetranti per intuizione e lucidità nel genio della carità di san Luigi Orione. Essi sono preceduti da una ricostruzione storica suddivisa in tre periodi: quello della relazione personale di Montini con Don Orione iniziata nel 1927 (F. Peloso), il tempo dell’episcopato milanese (G. Archetti) e i 15 anni del pontificato romano (G. Zambarbieri). Un utile Indice analitico rende facilmente reperibili le referenze a persone e luoghi che entrarono nell’orbita dei due santi protagonisti.

Senza dubbio la sorpresa più interessante del libro viene dalla conoscenza della ragione che fece incontrare e sintonizzare questi due santi: fu l’aiuto ai sacerdoti lapsi. Venivano definiti così quei sacerdoti “rotti” o “che avevano sbagliato” con condotte non degne e non idonee al ministero sacro. Nelle carte dell’Archivio generale della Congregazione è emerso recentemente un copioso e commovente carteggio tenuto sulla questione e "gestione" di questi delicati casi sacerdotali. Nel libro viene pubblicato l’inedito e prolungato scambio di lettere tra don Orione e monsignor Giovanni Battista Montini, allora officiale della Segreteria di Stato e futuro Paolo VI.